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lunedì 28 maggio 2012

Coffee break

lunedì 28 maggio 2012
Buon lunedì a tutti! Anche maggio volge al termine, non so perchè ma ho la sensazione che quest'anno stia passando troppo velocemente!
Forse meglio così tra tempeste di neve, terremoti, alluvioni, attentati..insomma, anno bisesto anno funesto. Sarà mica vero?!
No! Io non ci credo (ma se andiamo avanti così qualche dubbio mi viene).
Ora l'unica cosa funesta sarà la fine che fa il mio prof. se non mi comunica i voti visto che sono passati 20gg dagli scritti!!!!
Ma pensiamo alle cose positive!!
Sabato non sapendo che fare ho preso su la family e ce ne siamo andati in agriturismo, poco fuori Bologna, alla Coop Dulcamara (per chi è della zona lo consiglio vivamente, persone cortesi e competenti) a fare...il formaggio!
Sì proprio così, gli altri fanno shopping o si preparano al week end e io vado a fare il primo sale. 
Che ci volete fare!
Ero un pò combattuta se andare lì oppure fare un giro in centro dove c'erano le postazioni di Slow food, alla fine ha vinto la curiosità per la campagna. Ed è stata una bella scelta!


 



Eravamo una dozzina circa, una compagnia del Lago di Garda, qualche famiglia con bambini e un gruppo di boy scout.
Ci siamo ritrovati a parlare di mucche, caglio animale o vegetale, a raccogliere le erbette da loro coltivate e a preparare il primo sale. Con la rimanenza poi abbiamo fatto la ricotta. 
Che dire!? In frigo ci sono tre belle forme di formaggio fresco e la ricotta era strepitosa, anche senza zucchero o miele, io me la sono sbaffata così :)
Finalmente un agriturismo vero con il loro negozio in cui c'è la vendita diretta di loro prodotti ma anche del commercio equo solidale (il loro pane integrale con lievito madre è buonissimo!) e una fattoria con animali. Ecco sono così entusiasta perchè troppi posti qui nei dintorni si spacciano come "agiturismo" e alla fine sono solo delle trattorie in un vecchio casale: non hanno prodotti loro, non ci sono animali..insomma così potrei fare anche io un agriturismo vi pare?!
Qui sotto ci sono un paio di foto per condividere con voi l'esperienza :)


Ma il post parla di pausa caffè e cosa c'è di meglio di un dolcetto sano e gustoso? Questo poi è adatto anche agli amici vegan non avendo uova o burro ed utilizzando il latte di soia!
Biscottini al cocco e cioccolato
Ingredienti:

  • 250gr farina di cocco
  • 125 gr zucchero di canna
  • 25 gr di farina 00
  • 30gr di maizena
  • scaglie di cioccolato fondente
  • latte di soia qb
Come si fa
Velocissimi: si impastano gli ingredienti secchi aggiungendo per ultimo il cioccolato poi uniamo il latte a filo quanto basta per formare un impasto maneggiabile con le mani. 
Facciamo delle palline e li disponiamo su una placca da forno foderata con carta forno. 
In forno ben caldo a 200°C per circa 20'. A cottura ultimata passiamo circa 5' sotto il grill per fargli prendere colore.
Sono ottimi! Che dire piacciono a tutti grandi, piccoli, vegan insomma costano il giusto e sono anche un'ottima idea regalo!
Buona settimana a tutti voi :)

mercoledì 2 maggio 2012

Carciofi rustici

mercoledì 2 maggio 2012
Che giornata di....dopo una notte quasi insonne tra l'ansia dell'esame anche se mancano dieci giorni, i ragazzetti brilli sotto casa - ed ecco perchè odio abitare di fronte ad una pasticceria notturna - e la cena di ieri ancora sullo stomaco (ristorante pessimo anche se iper garantito) oggi me la sono presa con calma.
Talmente calma che anche la lezioni di yoga invece di rimettermi è riuscita a distruggermi!
La realtà è che ormai sono vecchia, dura realtà.
Quindi stasera chiamata una cara amica a cena ho deciso di preparare qualcosa di rustico e di sbrigativo da mangiare nel portico di casa con un buon vino bianco.


Torta rustica con carciofi e brie e poi un aperitivo "esotico"...
Le foto naturalmente arrivano domani visto che con una mano ho il guanto da forno e con l'altra cerco di scrivere il post.
Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia rotonda
  • 4 carciofi
  • 1 fetta di brie
  • 1 fetta di bacon
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 uovo
  • sale e pepe qb
Come si fa
Foderiamo una tortiera a cerniera con la pasta sfoglia. In una boule sbattiamo l'uovo con il latte, regoliamo con sale e pepe.
In un tegame facciamo rosolare il bacon e aggiungiamo i carciofi tagliati a spicchi e messi precedentemente in acqua acidulata per evitare che anneriscano.
Facciamo stufare i carciofi col bacon finchè non si cuociono, circa 15'. 
Regoliamo di sale e pepe anche le verdure e le versiamo sul fondo della tortiera. Aggiungiamo il composto di latte e uovo e poi copriamo con il brie a cubetti.
Inforniamo per 20' o finchè la sfoglia non è ben dorata.

Siccome mi avanzava un pò di sfoglia da ieri ho deciso come aperitivo di fare dei mini croissant con il famoso pastourma che ho portato dalla Grecia.
croissant con pastourma
Allora questo è un salume che può essere di bovino o suino (io questa volta bovino meno forte di sapore) ricoperto da uno strato spesso di spezie in cui predomina la paprika.
Nella sua formulazione originale il pastourma è di cammello e sebbene da piccoli pensavamo fosse una leggenda metropolitana esiste davvero. Io l'ho provato in Turchia ed è ottimo, unico neo se lo si mangia d'estate beh...avrete odore di spezie, non proprio un  profumo leggero. Quindi evitate di mangiarlo in mezzo ad un bazar con 40°C come abbiam fatto noi!
Domani saprò dirvi se questo sapore così strano è piaciuto!
Buona serata

sabato 31 marzo 2012

Cake salato di primavera

sabato 31 marzo 2012
Buongiorno a tutti voi! Buon sabato :)
Pare proprio che il caldo estivo di questi giorni abbia le ore contate. Beh a Pasqua ha sempre piovuto, mi pareva strano facesse bel tempo questa volta!
Pazienza dico io! Ne aprofitteremo per mangiare, stare con amici e parenti e tempo permettendo fare qualche gita fuoriporta.
Io non so ancora quale sarà il mio programma a parte l'immancabile ritrovo con amici davanti alla tavola di Pasqua, con l'immancabile agnello.
La Pasqua in Grecia oserei dire è la Festa per eccellenza. Ci si ritrova tutti insieme, amici parenti ma anche solo semplici conoscenti. Chi ha la fortuna di avere una casa al mare o fuori città si sposta lì, chi rimane in paese mette fuori la spiedo, la griglia e si prepara tutti insieme nel vicinato l'agnello. Qundo stavo ad Atene lo preparavamo per strada, ciascuno sul marciapiede con il proprio spiedo girevole... è impossibile non mangiare quel giorno!
E poi le uova.  Non di cioccolato ma uova vere, dipinte di rosso, scambiate con gli amici e rotte a vicenda per augurarsi tutto il bene possibile!
A mezzanotte poi di Sabato Santo immancabile la "magiritsa", interiora di agnello (simile alla coratella romana) con riso e spinaci - anche se ne esistono diverse varianti.
Sperimentavo l'altro giorno qualche ricetta da preparare una volta a casa e siccome è periodo di asparagi cosa c'è di meglio di un cake salato?
Io a Volos trovo nei terreni vicino casa l'asparagina, ottima se non addirittura migliore!
Questo cake l'ho provato in versione integrale ma va benissimo anche con la farina bianca.
Ingredienti

  • 200gr farina ai 7cereali (oppure 00 o integrale)
  • 2 uova bio
  • 1 bustina di lievito per torte salate
  • 1 pizzico sale
  • asparagi o asparagina ca 7/8
  • olio evo
  • 125ml latte temperatura ambiente
  • 100gr pecorino romano o grana
Come si fa
Sbattiamo le uova con il latte, incorporiamo la farina setacciata, il lievito ed il sale.
Allunghiamo con l'olio e.v.o a filo quanto basta per rendere il composto leggermente più liquido. Consiglio di lavorare a mano gli ingredienti. Aggiungiamo il grana o il pecorino romano.
Versiamo il composto in una forma da cake alternando con gli asparagi. Cuociamo in forno ben caldo a 200°C per circa 45' o comunque finchè provando con uno stuzzicadenti questo non esce pulito.

Ottimo anche il giorno dopo, se non più buono addirittura! Da portare con voi per il picnik di Pasquetta :)
Le foto arrivano appena ripesco la macchina fotografica!
Un abbraccio a  tutti e buon fine settimana!
Io torno in cucina a sperimentare un nuovo cake salato con pomodorini e olive taggiasche. 

sabato 25 febbraio 2012

Cake club clandestini - che idea!

sabato 25 febbraio 2012
Per riposare un pò dall'estenuante giornata passata a piantare tulipani, dalie, potare rami e sistemare le piantine aromatiche mi sono concessa una pausa. Una bella tazza di thè alla vaniglia e un paio di cookies al cioccolato.
In cerca di un corso per cake designers alle prime armi - sì ho deciso di lanciarmi nell'impresa!  -ho dato un'occhiata ad un sito che consiglio a tutti voi amanti delle torte e dei dolci in generale: www.cakemania.it
dove ho letto un'intervista interessantissima sui Cake club clandestini.
Avevo sentito parlare dei ristoranti che funzionano in questo modo e l'idea mi ha sempre stuzzicato ma chissà come mai in Italia queste cose ci mettono un pò di tempo. I cake club funzionano più o meno allo stesso modo ed è una "moda" che arriva dall'Inghilterra.
La "fondatrice" dei CCC è la Sig.ra Lynn Hill  - sul sito trovate l'intervista integrale  - la quale spiega che "non si paga niente per iscriversi a un CCC né per partecipare ad un incontro, a meno che l’organizzatore non sia la persona che prepara o procura lebevande. In quel caso si tratta di coprire i costi. È più facile tenere la riunione in un bar, o in una pasticceria, ed esortare i partecipanti ad ordinare da bere come segno di ringraziamento al negozio che li ospita. Ogni evento ha un tema (frutta di stagione, torte così belle da essere pornografiche, torte buffe, torte da ricette antiche…) perché questo incoraggia le persone ad usare la loro immaginazione nella scelta degli ingredienti e delle forme, e perché rende più attraente l’idea di partecipare. Una cosa importante: un cake club non è una gara, ognuno può portare quello che vuole, anche il dolce più semplice… purché sia a suo agio. Quando la riunione finisce ognuno porta a casa gli eventuali avanzi: tutti vengono con un Tupperware!"

Mi sembra un'idea molto originale, certo aprire la propria casa a completi estranei può mettere qualche dubbio ma ho trovato un compromesso: invitare un paio di amici che a loro volta portano uno/due amici così da avere una "base" di conosciuti ma allo stesso tempo si può allargare il giro. Sapete che quasi quasi inizio appena il tempo lo permette invitando qualche amica nel week end a mangiare un cupcake, crostate, torte varie?
Secondo me anche tra amici è molto divertente, si sta insieme che è la cosa più bella no?!
Qui sotto vi riporto la ricetta della torta di Lynn più famosa ed apprezzata durante gli incontri del cake club (vedi sito www.cakemania.it). Dall'aspetto è veramente golosissima!
Sponge cake al limone di Lynn Hill:
Ingredienti per la sponge:
Pesate tre uova intere ancora nei gusci
burro a temperatura ambiente nello stesso peso delle uova
zucchero semolato nello stesso peso delle uova
farina lievitata nello stesso peso delle uova
scorza di limoni grattugiata
1 cucchiaio di succo di limone
Ingredienti per la farcia:
125gr burro morbido
250gr formaggio spalmabile tipo Philadelphia freddo
250gr ricotta fredda
75gr zucchero a velo
scorza grattugiata di due limoni
1 cucchiaino succo di limone
1 cucchiaino Limoncello
Ingredienti per lo sciroppo al limone:
succo di due limoni
2 cucchiaini zucchero semolato

Ph. credit: Lynn Hill
Metodo:
Foderate due teglie da 20cm con carta-forno. Accendete il forno a 170°, meglio se ventilato.
Sbattete a lungo con la frusta elettrica il burro e lo zucchero finché non sono spumosi; aggiungete gradualmente le uova (senza i gusci!) alternandole a un po’ di farina; incorporate il resto della farina con una spatola, muovendola dal basso verso l’alto, e infine la scorza e il succo di limone.
Dividete il composto tra le due teglie, copritele con carta-forno in modo che le torte non si asciughino in cottura e infornate per 20 minuti o finché uno stuzzicadenti infilato al loro centro non esca asciutto. Lasciatele raffreddare su una griglia.
Preparate la farcia sbattendo il burro con la frusta (se non partite con il burro da solo, vi ritroverete con una crema grumosa); aggiungete il formaggio e, quando è ben amalgamato, la ricotta e lo zucchero setacciato; infine la scorza e il succo di limone e il Limoncello. La consistenza non risulterà liscia per via della ricotta: se preferite potete passare la crema al setaccio e sarà più setosa.
Preparate lo sciroppo facendo sobbollire il succo di limone con lo zucchero finché questo non si sarà dissolto. Lasciate raffreddare e poi versatelo sui due strati di torta.
Quando le sponge sono ben fredde unitele a sandwich usando tutta le farcia. Spolverate con zucchero a velo e 
servite con il tè.

martedì 21 febbraio 2012

Home is where the heart is

martedì 21 febbraio 2012
L'ho nominata stamattina nel post sugli involtini in foglia di vite. E siccome ho la mattina libera vi voglio parlare della mia città, Volos.
Qualcuno potrà obiettare che non sono nata in Grecia. Benissimo. Ma perchè negare che la casa è dove il cuore risiede. Ho vissuto buona parte della mia vita a Bologna, qui ho studiato, frequentato l'università e la mia famiglia per ora vive qui.
Qualche anno fa ho vissuto per circa un anno ad Atene, a Plaka per la precisione e da allora mi sento più a casa lì che non qui in Italia. 
Tra qualche anno, spero il prima possibile, lascerò l'Italia per trasferirmi nella città in cui sto mettendo radici: Volos. Qualcuno mi ha detto più volte "cosa ci vai a fare in Grecia? Non vedi come sono messe le cose?"
E io dico: "tu vivi in Italia. Sei contento? Ami il tuo Paese? Se la risposta è no vai e cerca dove il tuo cuore sarà in pace".
E per me il cuore ha scelto Volos. Ci capitai per caso in vacanza quando avevo 11 anni, insieme ad amici di famiglia e da allora non me ne sono più andata.
La famiglia di mia madre è originaria di un'altra zona, vengono dalla città di Veria nel nord ma hanno viaggiato molto quindi non hanno un vero e proprio punto di riferimento.
Quando sono arrivata a Volos la prima volta, nei dintorni non c'era niente se non: mare di un blu indescrivibile, ulivi e pecore.
Le cose sono leggermente cambiate ma lo spirito è rimasto fondamentalmente quello, terra semplice e selvaggia. Secchissima in estate ma con un'esplosione di colori in primavera!


La mattina puoi scendere al porto ed aspettare che i pescatori tirino i pesci fuori dalle reti per venderteli freschissimi!
(porto di Amaliapolis, mia foto)









Volos gode di un clima mediterraneo più mite ma a volte, soprattutto nei mesi estivi, il termometro può salire di parecchio così come il tasso di umidità (in estate si arriva tranquillamente a 40°C aggiungo io fan del caldo africano!).
Primavera e autunno costituiscono il miglior periodo per una visita. L'inverno è la stagione adatta per praticare sport invernali al centro sciistico del Monte Pilio mentre l'estate va sicuramente dedicata ad escursioni alle numerose spiaggie dei dintorni, alcune delle quali sono ancora immuni dal turismo di massa (da Wikitravel).
Luogo archeologico presente della mitologia, da qui infatti si ritiene partirono gli Argonauti alla ricerca del vello d'oro. Sulle pareti di alcune case le pitture ne testimoniano il mito. 
A Volos sono nati due personaggi che hanno dato lustro alla città: il pittore Giorgio de Chirico ed il celebre compositore Vangelis.
Non potete visitare Volos senza fare una passeggiata lungo il porto, arrivare a Plateia Eleftherias (piazza della libertà) e concedervi un pò di shopping lungo la via Ermou fino ad arrivare alla centralissima chiesa di San Nicola, nel pieno centro della via oggi totalmente pedonalizzata.
E che pausa sarebbe senza una sosta per rinfrescarsi al tavolino di uno degli innumerevoli cafè sorseggiando un fresco Frapè oppure guardando i vostri vicini giocare a tavli?
Se avete fame niente di meglio di una sosta in uno dei famosissimi tsipouradiko della città, che la rendono famosa in tutto il Paese - tra i migliori visitate quelli della zona di Nea Ionia!




Isola di Trikeri nella punta estrema del Monte Pilio.
















Tramonto sulla vallata di Almyros 
(estate 2011)




Che dire, spero di aver condiviso con voi una piccolissima parte delle bellezze della mia regione! Se non avete idee per l'estate partite per la regione della Magnisia. Oltre a Volos sono degni di esser visti: le Isole Sporadi (Skiathos, Skopelos e Alonissos), il Monte Pilio, e la costa con tutti i suoi paesini lungo il mare.
*Tutte le foto di questo post sono mie. Non copiate senza autorizzazione. Grazie.

Dolmadakia Yialantzi - Involtini di foglie di vite

Buongiorno miei cari amici e benvenuti ai nuovi lettori! Kalimera :)
Ieri sono riuscita finalmente a preparare i tanto desiderati involtini di foglie di vite. Ce l'ho fatta!
Devo mettere bene appunto la ricetta ma come prima volta sono più che soddisfatta. Le foglie le avevo comprate qualche mese fa in Grecia e stavano lì nella dispensa da un pò.
"Oggi le faccio", "no meglio domenica che ho più tempo" e tra un esame, il lavoro, le foto e altro sono passati mesi! Come vola il tempo.
In questi giorni sono dominata da un inquietudine. Sarà il tempo che fa le bizze, il semestre all'università che sta per riprendere fatto sta che ho voglia di scappare un pò.
Cerco di dominare questo senso di soffocamento svagando la mente, cucinando e pensando che tra poco meno di due mesi sarò su un aereo per Salonicco e da lì sarò presto a casa, a Volos.
Quindi nelle due settimane che starò via raccoglierò più ricette possibili, classiche e non e tornerò pronta a documentarvi la Pasqua in Grecia. Ora per chi non è mai stato in Grecia, la Pasqua è sicuramente un'ottima occasione. Così diversa da come è in Italia (parlo per l'Emilia si intende), così colorata con le sue uova rosse, i riti religiosi della settimana santa.
Per quanto mi riguarda il rito classico è la messa di sabato sera in una minuscola chiesetta sopra un'interminabile scalinata nel paesino vicino casa, Amaliapoli. Scoccata la mezzanotte fuochi d'artificio e centinaia di persone che si riversano nelle taverne del porto a mangiare l'agnello appena preparato, con l'immancabile magiritsa.
Ma non vi preannuncio altro, il mio era un ricordo nostalgico. 
Torniamo a noi e ai nostri Dolmadakia. Quando parliamo di "dolma" ci riferiamo ad una serie di piatti tipici della cucina dell'ex Impero Ottomano, infatti sono piatti che ritroviamo nella cucina di Grecia, Turchia, Iran, Siria e nei paesi dei Balcani.
"Dolma" dal turco, vuol dire ripieno. Gli involtini infatti sono ripieni a seconda della ricetta che si segue di: riso, pinoli, uvetta, menta, cipolla, aneto, pepe ma a volte possono avere anche della carne macinata di vitello.
Oggi vi propongo la versione base, la più semplice e la più gustosa secondo me.
Ingredienti:

  • 20 foglie di vite
  • 1 tazza di riso
  • 1 tazza di acqua
  • 1/2 cipolla tritata
  • aneto tritato finemente
  • prezzemolo, mentuccia
  • sale e pepe q.b
  • 1 limone a fetta
  • succo di 1 limone
  • pinoli e uvetta
  • olio e.v.o
Come si fa
Prepariamo il ripieno: laviamo il riso sotto acqua corrente. Io uso il riso arborio perchè l'avevo in dispensa, in Grecia c'è una qualità di riso apposita per i ripieni, ma va benissimo anche l'arborio!
In una padella mettiamo l'olio e facciamo dorare la cipolla finemente tritata. Aggiungiamo il riso e facciamo tostare leggermente. Uniamo i pinoli, l'uvetta, sale e pepe secondo il nostro gusto e gli odori: prezzemolo, aneto e mentuccia. Quest'ultima non l'ho usata visto che a febbraio è un pò difficile reperirla fresca.
Aggiungiamo l'acqua e facciamo cuocere finchè il riso non sarà cotto e non avrà assorbito tutti i liquidi.
Una volta pronto il ripieno lasciamo rafreddare.
Le foglie: in una pentola mettiamo dell'acqua a bollire con il succo di limone. Sbollentiamo per circa 5' le nostre foglie, le mettiamo a raffreddare su della carta assorbente.
Iniziamo a fare i nostri involtini: prendiam una foglia, la apriamo bene e la adagiamo con la parte ruvida verso l'alto. Mettiamo un cucchiaio di ripieno al centro della nostra foglia. Iniziamo a chiuderli dal basso avvolgendo la foglia su se stessa e prima di arrivare alla fine chiudiamo a portafoglio le due estremità laterali.
Andiamo avanti così con tutte le foglie che abbiamo.
Prendiamo una pentola. Mettiamo qualche foglia che abbiamo tenuto da parte, le più dure, e le adagiamo sul fondo. Mettiamo i nostri involtini disponendoli in cerchio, ben stretti uno all'altro. Finiamo aggiungendo un pizzico di sale, un pizzico di zucchero, olio e una tazza di acqua. Copriamo con fette di limone e un altro sottile strato di foglie. Chiudiamo e facciamo cuocere a fuoco lento per circa 30' così gli odori potranno mescolarsi tra loro e gli involtini potranno assorbire il succo di limone.

Ed ecco il risultato. Che ne dite?


Qualcuno una volta è rimasto stupito che mangiassimo le foglie di vite, ma in natura ci sono tantissime cose commestibili che per "pregiudizi culinari", come dico io, non mangiamo. Provateli e rimarrete stupiti!
Personalmente me li sono mangiati così senza nessun accompagnamento ma vi dico che sono ottimi con un pò di yoghurt greco, sopratutto d'estate, oppure con un pò di Feta ladorigani (olio e origano).
Per chi volesse povarci: io le foglie me le sono portate dalla Grecia dove le vendono in pratiche confezioni di vetro in salamoia, devo confessarvi che qui non le ho mai trovate nonostante mi abbiano detto che si trovano nei supermercati più forniti oppure nei negozi di prodotti biologici. Forse nei negozi mediorientali, ma non ho cercato vi devo dire la verità.
Kalì orexi!



giovedì 16 febbraio 2012

Caffè greco - ellinikos

giovedì 16 febbraio 2012
Stamattina non ho preso il caffè perchè non avevo tempo, m sono limitata ad una tazza di latte con la cannella (devo speziare sempre tutto!).
Poi nel cercare una pentola ho aperto il mobile con il pentolame ed è balzato fuori un bricco in rame che neppure mi ricordavo più di avere. Ricordo del servizio da caffè di nonna.
Così ho deciso di pulirlo per bene, ripescare le tazzine e il vassoio - sono da qualche parte lo so! - e da domani di prepararmi con calma un bel caffè greco, con il giusto "kaimaki" sopra.
Ma adesso vi spiego un pò tutto, cosa intendo con caffè greco e come si prepara. Appena poi ne farò uno nelle prossime mattine posterò anche la foto con qualche variante speziata!
Quando dico "greco" non intendo la pianta in sè di caffè ma al modo di preparazione che è un vero e proprio rito, concedetemi il termine. Il caffè, i grani, vengono importati dal Brasile. In Grecia quando vogliamo ordinare un caffè greco ordiniamo un Ellinikò che a seconda dello zucchero che vogliamo sarà glyko (2cucchiai), metrio (1) oppure sketo (no zucchero). Il processo di compressione del caffè ne conferisce un' aroma inconfondibile.
Se chiudo gli occhi riesco a percepire l'odore che si sprigiona della botteghe di caffè, kafèkopteio, odore mai sentito in altre parti del mondo.
Ma come si prepara questo caffè greco? Lo dico perchè conosco persone che sono tornate da viaggi con buste di caffè e poi una volta in Italia hanno cercato di metterlo nella moka, nelle macchine a filtro. Prendete nota! Prima di tutto si versano le tazze di acqua necessaria nel briki (il bricco appunto), una tazza per ogni caffè.
Aggiungiamo poi un cucchiaino di caffè macinato e lo zucchero a seconda di come lo vogliamo. Mescoliamo bene bene e mettiamo il briki su una fiamma molto bassa, mescoliamo ancora un pò per far sciogliere il caffè per bene. 
State pronti a toglierlo dalla fiamma appena inizia a bollire e si forma una schiuma densa sulla superficie, altrimenti si brucia e sarà da rifare.
Togliamo dal fuoco, lasciamo qualche istante a depositare il fondo e poi versiamo lentamente nella tazza così si formerà la schiuma sopra.
Per berlo: non mescolatelo mai! Non vi portano il cucchiaino non perchè si sono dimenticati ma perchè non si mescola. Insieme vi serviranno un bel bicchiere di acqua fredda.
Bevete lentamente a piccoli sorsi così eviterete di ingerire il fondo del caffè. 
Questo tipo di caffè è bevuto in tutto il Medio Oriente, dalla Grecia alla Turchia, alla Siria e al Libano e via dicendo.
Spesso mi piace farmi leggere il fondo così per passare il tempo, in certi bar di Istanbul ogni volta che si ordina il caffè alla fine è compresa anche la lettura del fondo!
Ecco ad esempio  come appare il caffè greco, preso dal web, nelle tazzine del marchio storico Loumidis. Questo marchio da qualche anno produce anche versioni alla cannella, anice e masticha. Ottimo come souvenir da un viaggio in Grecia!


martedì 14 febbraio 2012

I love to love - S. Valentino

martedì 14 febbraio 2012
Mie care innamorate oggi mi prendo un giorno di pausa: sono stata a Bologna tutta la mattinata e ammetto che la neve ha creato non pochi disagi in città e anche ora che ha lasciato spazio a lastroni di ghiaccio si fa davvero fatica a girare in città.
Quindi mi sono presa un pomeriggio al calduccio a casa. Ma ho trovato un paio di cosine da fare nei prossimi giorni: maionese fatta in casa, torta al limone e pinoli e cake pops!
Con calma direi che farò un pò di tutto. Ma oggi è S.Valentino. Festa che divide un pò tutto: gli innamorati che non vogliono spendere soldi e non festeggiano, mariti tirchi che non comprano rose alle mogli e sopratutto per noi single che preferiamo rinchiuderci in casa a mangiare una scatola di Baci Perugina da soli.
Personalmente vi posso dire "meglio soli che male accompagnati", ma è una magra consolazione lo so. Infatti mi sono sbaffata un cupcake enorme da sola dopo pranzo!
Meglio che niente no?!
Ma chi era sto Valentino? Vediamo qualche curiosità sulle origini di questa "festa" (lo metto tra virgolette perchè diciamocelo, sarà anche un luogo comune, ma è meglio un dono inaspettato che un regalo per le feste comandate no?!).

Il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la  fertilità, è all'origine di questa festa degli innamorati.
Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna  e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
Determinati a metter fine a questa primordiale vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo "degli innamorati per sostituire il deleterio Lupercus. Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.

A Roma, nel 270 D. C il vescovo Valentino di Interamna, (oggi è la città di Terni), amico dei giovani amanti, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo ad interrompere questa strana iniziativa e di convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio, 270, San Valentino fu lapidato e poi decapitato. 
La storia inoltre sostiene che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione, sia "caduto" nell'amore con la figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla e che, in seguito, le avesse firmato il seguente messaggio d'addio: "dal vostro Valentino," una frase che visse lungamente anche dopo la morte del suo autore.

Che dire, auguri a tutti! Spero che stasera possiate tutti festeggiare con fiori, baci, parole dolci e chissà magari qualche proposta per il futuro insieme alla vostra dolce metà. Noi single invece festeggiamo comunque! Ma sì concediamoci un dolcetto, uno smalto nuovo, un piccolo pensiero. Per chi? Ma come, per noi stesse no? Se non amiamo noi stesse cosa aspettiamo dagli altri. Vogliamoci bene. Tutti!
AUGURI!


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