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lunedì 25 febbraio 2013

Fatti i cavoletti tuoi

lunedì 25 febbraio 2013

Titolo provocatorio? Esatto.
Sì perchè questo lunedì ho voglia di polemizzare un poco, almeno qui sul blog dove bene o male posso dire quel che mi passa per la testolina.
E polemizzo su quelle persone che vogliono importi il loro modo di pensare o di vedere le cose, il loro modo di fare. Siamo tutti così stupendamente diversi, siamo in tantissimi (forse troppi) su questo pianeta e ci sono così tante occasioni di intrecciare relazioni meravigliose.
Eppure no. Spesso ci intestardiamo dietro persone e/o situazioni che sono come un vicolo cieco, che non portano da nessuna parte.
Lasciamole fuori dalla porta. 
Quelle persone che tornano dopo anni e vogliono riportare lo scompiglio. No grazie. Siamo riusciti a vivere per anni senza vederci o sentirci? Ce la faremo anche questa volta credetemi.
Non credo alle minestre scaldate. Se un rapporto d'amicizia o amore che sia non ha ingranato la prima volta è inutile tentare di riprovarci.
Il problema è che tutti vogliono le cose facili: o così come dico io o niente. Beh io sono per il niente.
Assolutamente niente. Non ho voglia di sprecare tempo ed energie inutilmente. Concentratevi invece sugli amici veri, che vi fanno ridere e che quando siete giù vi chiamano e vi dicono: "usciamo!" a costo di trascinarvi fuori!
Via invece chi elemosina la vostra attenzione! Questi giorni ho pensato molto al cambiamento, grazie anche al lavoro a yoga.
La vita è un continuo flusso di cambiamenti, piccoli o grandi che siano ma tutto si modifica.
Quindi largo alle novità, via il vecchio ed inutile :)
Io mi sto preparando alla primavera con nuove idee, nuovi progetti e nuovo stile di vita. partendo anche dall'alimentazione.
Il piatto di oggi è a base di cavoletti di Bruxelles.
Piccoli cavolini di un verde brillante, leggermente amarognoli ma una bomba per la vostra salute.
Questi simil-gnocchi sono stati modificati dalla ricetta dei gnocchi di zucca che proposi l'anno scorso.
Vediamo un pò:

Ingredienti per 3
200gr cavolini di Bruxelles
1 uovo
pangrattato qb
olio e.v.o
sale e pepe
2 cucchiai di grana
prezzemolo
2 cucchiai farina 00

Facciamo lessare i cavolini in abbondante acqua salata per circa 5-10' controllando la cottura. Scoliamoli ma teniamo l'acqua di cottura da parte.
Tagliamo i cavolini a pezzetti. In una ciotola mettiamo i cavolini, il pangrattato, la farina, il grana e l'uovo e il prezzemolo. Mescoliamo fino a formare un'impasto.
Se necessario aggiungiamo un altro pò di pangrattato o un filo di olio. Deve avere una consistenza facile da modellare con due cucchiai. 
Formiamo delle quenelle e facciamole cadere nell'acqua di cottura dei cavolini, fateli bollire finchè non vengono a galla. Passateli poi in padella con un filo d'olio finchè non saranno dorati su entrambi i lati.
Buonissimi!

Dedicato a chi si fa i cavoletti suoi!

martedì 15 gennaio 2013

Purè di sedano rapa...e dei tanti perchè

martedì 15 gennaio 2013
Buon martedì a tutti! Ieri sera tornando a casa dopo una serata al pub con la mia carissima amica Giuly mi sembrava di essere in un'altro mondo: una neve a fiocchi enormi cadeva su bologna...a tratti pioggia a tratti tormenta e con la strada che luccicava dal ghiaccio. Mi sono infilata al calduccio sotto le coperte pensando che al risveglio sarebbe stato tutto bianco e soffice e che avrei fatto qualche foto e mi sarei goduta l'atmosfera al calduccio di casa, sorseggiando un thè e magari cucinandomi una bella zuppa fumante.
Ok cancellata queste immagini perchè appena aperti gli scuri c'era un muro, sì un muro spesso di nebbia che non vedevo neanche il mio giardino. Benissimo, mi mancava proprio un isveglio così.
Io ci metto tutta me stessa per farmi piacere l'inverno, almeno la stagione potrebbe sforzarsi un pochino.
Uff. Il titolo dice "...e dei tanti perchè", perchè ieri appunto con Giulia al pub ci siamo chieste tanti perchè: perchè la gente entra nella tua vita e sparisce, perchè si comportano in un certo modo, perchè dare ancora fiducia con il dubbio di restarci fregata per l'ennesima volta?
Domande che si perdono davanti ad un calice di vino bianco (ok che siamo in un pub ma servire un vino del bicchiere da birra!!!!)...
Ho smesso di chiedermi tanti perchè, alla fine la gente va presa così un pò come capita. Gli amici vanno coltivati giorno per giorno e quelli veri si vedono, magari spariscono ma poi tornano e allora ritrovarli è bellissimo!
Ma una cosa che non sopporto e che sì mi fa ancora arrabbiare in una maniera folle è la mancanza di rispetto, quando tu ti mostri per come sei rendendoti anche vulnerabile e gli altri ti calpestano. E senza arrivare ad esagerazioni simili sì mi fanno anche arabbiare quelli che tornano, mettono le cose a soqquadro e poi..grazie e arrivederci. Se siam sopravvissute tanti anni senza sentirci/vederci ce la faremo anche nei prossimi fidati. Quindi chi vuol capire...capisca (perchè una cosa è fare gli scemi, un'altro conto è esserlo).
Ora bando alle ciance: il piatto di oggi è un purè rustico che ho preparato domenica, patate sì ma anche sedano rapa. Poco usato, ha il sapore del sedano normale ma più tenue, si presta bene nelle insalate o nella giardiniera. Questa volta è finito nel purè.

Ingredienti
2 patate medie meglio se a pasta bianca (io gialla)
1/2 sedano rapa
olio e.v.o
sale e pepe qb
nocciole tostate
maggiorana
latte vegetale (io soia)

Mettiamo le patate a lessare con la buccia finchè non saranno morbide, lasciamole rafreddare. Nel frattempo peliamo e tagliamo a tocchetti il sedano e lo mettiamo a lessare anche questo per 20' circa o comunque finchè non è molto morbido. Sbucciamo le patate e in una casseruole mettiamo un filo d'olio e aggiungiamo le patate schiacciate con una forchetta o se preferite passate allo schiacciapatate (io le ho fatte a mano per essere più "rustica" come consistenza), facciamo lo stesso con il sedano.
Aggiungiamo il latte a filo quanto basta per dargli una consistenza morbida, aggiustiamo di sale e pepe.
Serviamo con un filo d'olio, le nocciole tritate a coltello e un pizzico di maggiorana secca.
Come contorno si abbina bene ad un piatto di pesce oppure è un ssotanzioso piatto vegetariano.


venerdì 9 novembre 2012

Zuppa rustica quinoa e lenticchie rosse

venerdì 9 novembre 2012
Buon venerdì a tutti. Meno male che arriva il week end perchè ho proprio bisogno di riposarmi un pò, la tesi mi sta distruggendo: occhi rossi ed occhiaie e mal di testa perenne. Ieri mi sono trascinata fuori con due amici per staccare almeno una sera ed andare a sentire un nuovo gruppo e anche se fino all'ultimo non ero molto convinta mi sono poi dovuta ricredere!
Se siete curiosi cercatevi su google The Sunpilots, sono un'ottima compagnia per me in questo periodo di scrittura della tesi (grazie al consiglio del mitico Mario, amico dj) :)
Quindi ricaricata dalla serata rock mi sono messa di buona lena a scrivere la mia tesi e nel frattempo ho preparato un piatto sperimentato qualche giorno fa che mi è piaciuto un sacco, ma che non ho avuto il tempo di postarvi: zuppa di lenticchie rosse e quinoa.

Le lenticchie rosse hanno il vantaggio di essere decorticate quindi non serve l'ammollo, cuociono in pochissimo e non danno tanto fastidio come gli altri legumi che con la loro buccia possono causare gonfiore.
Quindi con la musica al massimo volume stamattina mi sono messa a prepare il brodo per cuocere la mia zuppa.
Ingredienti per 2

  • 120gr di lenticchie rosse decorticate
  • 90gr di quinoa
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • 1 carota
  • sale e pepe
  • 1 peperoncino
  • olio evo
Mettiamo le verdure in una pentola con dell'acqua calda e prepariamo il brodo lasciando cuocere la cipolla, carota e sedano per circa 20' a fuoco medio.
Aggiustiamo di sale.
Prendiamo le lenticchie e le mettiamo in una pentola con un filo d'olio, aggiungiamo le verdure che abbiamo usato per il brodo e lasciamo 2' a scottarsi. Bagniamo col brodo.
Agiungiamo anche la quinoa dopo 15' ed aggiungiamo il brodo all'occorrenza..
Lasciamo cuocere altri 15-20' e alla fine aggiungiamo il peperoncino piccante ed un filo d'olio. Lasciamo riposare qualche minuto e serviamo con una spolverata di pepe e qualche ciuffo di prezzemolo.
Veloce, a costo bassissimo e insomma fa anche bene.
Buon week end a tutti voi!


venerdì 21 settembre 2012

Colori d'autunno - vellutata di zucca

venerdì 21 settembre 2012
Ed eccoci finalmente all'autunno! Che entra prepotentemente dalle nostre porte con la sua aria fresca, i suoi colori.
Non so dalle vostre parti ma dalle mie, fuori Bologna, decisamente il cambio di stagione si è fatto sentire. Ho aperto la finestra della camera stamattina ed è stato come prendersi uno schiaffo in faccia, aria gelida. Per fortuna c'è un bel sole almeno oggi a rincuorarci.
Così come l'autunno anche la vita a volte ci porta novità e avvenimenti tutti insieme. Periodo intenso questo per me: qualche proposta, tanta voglia di fare, la tesi da scrivere e l'occhio al futuro. 
Mi sono almeno messa l'anima in pace che con la mia laurea non andrò molto in là. Ma per scelta mia.
Non ho nessuna voglia di studiare ancora, prepararmi all'esame per intraprendere la carriera diplomatica e poi alla fine si sa, dai non nascondiamocelo, che in certi ambienti passi solo se hai la spintarella. 
E poi io alla fine con la diplomazia ho poco a che farci, mi piace dire le cose come stanno, nel bene e anche nel male. Quindi è meglio tenersi alla larga da ambienti simili, non faccio per loro.
E quindi? Quindi ho davvero voglia di mettermi in gioco. Il più sarà calcolare quanto e soprattutto se conviene investire ma il pallino, il chiodo fisso è il cibo lo sapete. 
Quindi perchè stare in ufficio tutto il giorno col muso? Perchè stare dietro lo sportello di una banca? O peggio lavorare in uno studio di avvocati? 
Non che ci sia nulla di male amici, anzi. Questi sono proprio i lavori che mi sono stati offerti e che forse ingenuamente o per follia ho sempre rifiutato negli anni.
L'ideale? Fare della propria passione il proprio lavoro. 
Quindi per me l'apice non sarebbe certo quello di aprire un bistot dove servire piatti gurmet anzi! Preferirei girovagare per mercati alla ricerca di quell'ingrediente speciale: scorzonera, patata violetta, daikon e altri simili che da noi si trovano meno facilmente. E lì poi affrontare la sfida del futuro.
Ok mi servirà qualcuno che non mi definisca folle, qualcuno che mi sostenga. Per fortuna la famiglia è dalla mia parte, anzi!
Oggi però vi propongo un piatto "classico", preparato ieri con la prima zucca che mi ha portato un amico di famiglia dal suo orto.
La vellutata di zucca.
Si può mangiare come piatto unico con qualche crostino di pane oppure servita a specchio su un piatto può accompagnare carni bianche. 
Ma può essere anche un antipasto se i vostri amici vengono a cena, potete servirlo in piccole coppette con qualche cialda di parmigiano come guarnizione.
Io ieri l'ho preparata in pochissimo aggiungendo patate e carote.
Ecco come si fa.
Ingredienti per 2porzioni:

  • 1/2 zucca
  • 2 patate medie
  • 1 carota
  • latte di soia qb
  • olio e.v.o qb
  • pepe e sale qb
  • curcuma, noce moscata e un pizzico di paprika dolce
  • prezzemolo
Puliamo la zucca e la tagliamo a tocchetti mettendola a bollire in acqua salata. Aggiungiamo anche la carota tagliata a pezzi grossi e le patate precedentemente sbucciate.
Lasciamo cuocere per circa 20' a fuoco medio o comunque fino a quando le verdure non risulteranno cotte.
Mettiamole in una ciotola e aggiungiamo sale e pepe a piacere, un mestolo dell'acqua di cottura e frulliamo.
Aggiungiamo un filo di latte di soia e frulliamo altri due secondi con il frullatore ad immersione.
Rimettiamo la purea così ottenuta sul fuoco per due minuti continuando a mescolare. Allontaniamo dal fuoco e aggiungiamo le spezie: io ho messo paprika, curcuma e noce moscata ma va benissimo anche dello zenzero in polvere!
Serviamo aggiungendo qualche ciuffo di prezzemolo e un filo d'olio e.v.o.
I colori sono stupendi ed il gusto è ottimo!
Che dire. benvenuto autunno 

mercoledì 18 luglio 2012

Farinata di ceci

mercoledì 18 luglio 2012
Le vacanze si avvicinano!!! Io sono una di quelle che se non va via in agosto non si sente mai in vacanza, non le concepisco in giugno o in luglio. Per me agosto è l'estate, anche se dura tre mesi per me è tutta concentrata in questo unico, fantastico mese.
In barba all'esodo da bollino nero, agli scioperi dei benzinai, ai pedaggi in autostrada (ma quanto costano in Italia? troppo!), al caldo da 40°C io me ne frego: borsone straripante, creme solari, cappellini, muta e boccaglio, macchina fotografica, ultimi sms agli amici e poi via!
Un mese di isolamento, mare e sole tanto che alcuni mi danno per dispersa.
Ma se non è così a noi non piace.
Eh sì perchè solo in Agosto puoi permetterti grigliate al tramonto, gite in barca su isolette disabitate, sagre di paese dove il caos delle bancarelle si mescola con il fumo delle grigliate e delle musiche popolari...
La Grecia in questi giorni mi richiama sempre di più tanto che una strana sensazione aleggia nella mia testolina.
A dir la verità troppi pensieri si affollano lì dentro e le vacanze sono sempre più necessarie!
Ieri per darmi una calmata mi sono dovuta mettere in cucina. Sì sì là dove la mente un minimo deve essere concentrata per evitare di mettere tutto sotto sopra, o di bruciare qualcosa.
Quindi via: ratatouille, cous cous per pranzo e alla fine erano solo le 10 di mattina. 
Mmm che fare? Vedo lì la farina di ceci, comprata così d'istinto una domenica in agriturismo e mai usata.
Farci le panelle fuori questione, non ho voglia di friggere. Allora provo a fare la farinata. Scopro che deve però riposare tra le 4-5 ore fino a 10 ore! 
Oh oh... va beh tanto non avevo niente da fare quindi frusta, acqua e olio.
Ed ecco come si fa. 
Io non avendola mai provata prima ho fatto la versione base, ma si può aromatizzarla con erbe aromatiche quali rosmarino o timo. Leggo anche che in Liguria usano servirla con formaggio molle tipo straccchino oppure col pesto fresco.
Io me la sono mangiata così, come se fosse pane.
Attenzione perchè è parecchio proteica e non leggerissima. Non fate come me, non rischiate una quasi-indigestione!

Ingredienti per 8 persone

  • 300gr di farina di ceci meglio se bio
  • 900ml di acqua temperatura ambiente
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di pepe
  • 1/2 bicchiere di olio per l'impasto + 1/2 bicchiere per la teglia
Come si fa
Setacciare la farina in una ciotola capiente, aggiungere poco a poco l'acqua e sbattere con una frusta a mano. Aggiungere il sale e l'olio poco alla volta continuando a mescolare con la frusta.
Amalgamare il bene tutto e lasciare riposare l'impasto, che sarà piuttosto liquido, coperto con un coperchio fuori dal frigo per almeno 4-5 ore.
Sulla superficie si formerà una schiuma, toglierla con l'aiuto di un mestolo traforato.
Trascorso il periodo di riposo ungere una teglia da forno con l'olio rimasto, versare il composto e cuocere in forno statico a 200°c per circa 30' finchè non avrà assunto un bel colore bruno in superficie. Servire subito con una generosa spolverata di pepe appena macinato.

Deliziosa! 
Nonostante sia una preparazione tipica di Liguria e Toscana pare che le origini della farinata siano molto antiche, da farsi risalire a Greci e Romani.
Beh chiunque l'abbia "inventata" ha avuto una bella idea :)

mercoledì 23 maggio 2012

Mercoledì legumi!

mercoledì 23 maggio 2012
Che brutto inizio di giornata!
Il mio pasto preferito è la colazione anche perchè mi gusto il mio caffè con le torte fatte in casa o con pane e marmellata. Insomma un momento dolce e slow prima che il vortice della giornata mi travolga con i suoi ritmi frentici.
Quindi capite bene che il momento meno adatto per alzare la voce, senza arrivare al punto di litigare, per me è proprio la prima mattina!
Insomma.
Cerco di riprendermi anche se sono tutta ingastrita ancora adesso che è ora di pranzo.
Sorvoliamo! Spero che l'ora di yoga e la cena con gli amici più cari mi aiutino a darmi una calmata, dopo aver passato l'ora del caffè a smistare la caffeina dalle lacrime.
Per pranzo urgeva quindi comfort food. Pasta no mangiata ieri, salmone idem....mercoledì giorno di legumi!
Apro la mia riserva e vedo che avanzano dei ceci. Sì ma come farli?
Ho voglia di mettere le mani "in pasta".
Metto su l'acqua a bollire per cuocere le patate.
Ecco come si fa.
Ingredienti:

  • 200gr di ceci già cotti
  • 1 patata lessa
  • basilico qb
  • 1 peperoncino
  • paprika dolce
  • olio e.v.o
  • sale e pepe qb
  • mandorle
  • pangrattato
Come si fa
Iper semplici, leggere perchè poi si passano al forno senza friggere quindi ottime anche per l'estate.

Mettiamo i ceci con il basilico, aggiungiamo peperoncino e paprika.
In una ciotola mettiamo la patata sbucciata e la schiacciamo con una forchetta, aggiungiamo i ceci frullati con il frullatore ad immersione.
Aggiungiamo anche una manciata di mandorle, circa 4 o 5 tagliate col coltello e amalgamiamo il tutto.
Aggiungiamo un filo di olio e.v.o e aggiustiamo di sale e pepe.
Formiamo delle palline e le appiattiamo dandogli la forma di mini hamburger. Le passiamo nel pangrattato per impanarle.
Cuociamo in forno ben caldo per 20' a 200°C rigirandole a metà cottura.
Ed eccole pronte da servire con un'insalatina!
Intanto il pranzo nessuno riesce a rovinarmelo con un piattino così :)

giovedì 26 aprile 2012

Zuppa di piselli a modo mio

giovedì 26 aprile 2012
Buon giovedì a tutti voi!
Ci siamo, il 25 aprile è passato ed oggi quasi tutti torniamo al lavoro. Io poi sono col corpo in ufficio, con la mente sui libri e col cuore lontano da qui.
Ieri ho pensato bene di riunire un paio di amici per rivederci dopo le feste di Pasqua e la mia partenza. Pensavo fosse una buona idea proporre un aperitivo veloce invece solito bar con aspettative alte (tra l'altro rinomato per la pasticceria invece totale delusione) in cui chiedi un cocktail e ti portano la loro "versione" di ciò che hai ordinato. Va beh.
Siamo in tre e ci portano tre crostini coi funghi e tre crocchette di patate (intendiamoci di quelle surgelate, almeno scaldatele no?!) e due fette di mortadella (e se il terzo la voleva pure lui?).
Oramai ci rinuncio.
Bologna gode della sua fame sopratutto per l'università diciamocelo. Una fama ingiustificata a mio parere. Per carità bella città, storica, i servizi ci sono non lamentiamoci però manca proprio la cultura del vivere qui. Si è persa l'ospitalità che aveva fatto scegliere Bologna come meta per tanti turisti e tanti studenti stranieri negli anni passati. Un graduale declino.
Il centro storico animato e colorato di giorno diventa una brutta riproduzione dei gironi danteschi del purgatorio e dell'inferno al calar del sole: zona universitaria piena di balordi, clochard, figure losche.
Le vie centrali una volta erano il "salotto della città", ora dopo il tramonto fai fatica e vedere la strada vista la poca cura e la scarsa illuminazione. Ci sono zone poi amici se vi capita di venire qui che sembrano off limits: via Zamboni, Petroni, il Pratello... d'estate se camminate con sandali o infradito molto probabile ritrovarvi delle scheggie di vetro sotto la suola.
Insomma... ogni tanto mi sento un pò "vecchia2 perchè preferisco una tranquilla cena in osteria o un aperitivo al wine bar e ad una certa ora a casa, altre volte penso che sia solo cambiata la mentalità. Forse ad una certa età si smette di colpo di avere quella smania di uscire, far tardi e si inizia a guardare il tutto con più sospetto e con un pò di puzza sotto il naso.
Starò mica diventando una zitella sospettosa????
Ahhh beh meglio tornare in cucina!
Oggi vi propongo una zuppa di piselli veramente ottima. Fatta così l'ho provata diverse volte al sud ma l'ho leggermente adattata a mio piacimento.
Ingredienti

  • 200gr di pisellini freschi
  • 1 scalogno
  • 1 noce di burro
  • 500ml di brodo vegetale
  • sale e pepe qb
  • olio e.v.o 
  • pasta corta (mista o anche spaghetti spezzati)
Come si fa
Facciamo dorare lo scalogno in una noce di burro, quando inizia ad apassirsi aggiungiamo i pisellini precedentemente cotti in acqua salata (unite le bucce durante la cottura così prenderanno più sapore).
Aggiungiamo il brodo e facciamo prendere bollore.
Quando il brodo inizia a bollire aggiungiamo la pasta che avremo scelto. Mia mamma dice che si fa solo con la pasta mista (con gli avanzi dei diversi formati di pasta), io ho provato a farla con gli spaghetti spezzati in tre parti.
Facciamo cuocere la pasta finchè non raggiunge il grado di cottura da noi desiderato e spegniamo.
Lasciamo riposare qualche minuto. 
Versiamo nelle fondine, aggiustiamo si sale e pepe se necessario e condiamo con un filo d'olio a crudo. 
Volendo si può aggiungere una spolverata di pecorino romano o di cacioricotta grattata.
Un primo o piatto unico sano, con verdure di stagione, povero ma gustosissimo!!!
Un bacio a tutti voi e a prestissimo!
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